PROJECT

un'indagine sul paesaggio notturno.

Borderlight è un'indagine sul paesaggio notturno. Il buio in quanto topos su cui intervenire e condizione da evocare. Il buio come spazio poetico da conquistare, come premessa per nuove visioni, come prerequisito per poter focalizzare l’attenzione su un dettaglio.

Il buio e i confini hanno un tratto in comune: la stigmate delle paure che evocano, il limite che pongono alla visibilità, limite per essere varcato necessita di una attitudine esplorativa. Come rendere visibile qualcosa attraverso la “sottrazione”, intesa come processo parte della visione? Come creare le condizioni per evidenziare una situazione già presente e renderla visibile? Questa domanda l’abbiamo tradotta spesso nel togliere luce dal contesto per far risaltare il soggetto. Come focalizzare l’attenzione su quello che rimane ai margini della visione?

Le città sono sistemi complessi pieni di limiti: limiti come margini economici e sociali, confini tra la dimensione rurale e quella urbana, tracce storiche o relazionali che possono essere recuperate come base per un progetto di futuro, barriere architettoniche capaci di sfidare qualsiasi livello di abitabilità.

Borderlight racconta tutto questo a partire dall’esperienza di chi vive questi margini visivi con la prospettiva di reintegrare questi luoghi nell’immaginario della città. Il paesaggio notturno è quindi sia l’ambito d’indagine che l’output artistico risultante. Intendiamo il paesaggio come un progetto che deve esser re-immaginato e agito costantemente per diventare realtà. Usiamo la mappatura come processo ermeneutico per praticare il paesaggio come spazio di conoscenza in cui zoomare lo sguardo per elaborare un senso condiviso.

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